Un cammino di umanità: la scuola rinnova il suo impegno nel progetto SAD con AVSI
Ci sono progetti che, nel tempo, diventano parte della storia di una scuola. Il progetto SAD-Sostegno A Distanza con AVSI è uno di quelli: nato quattordici anni fa con la prof.ssa Marina Guariniello, oggi rappresenta un filo che unisce generazioni di studenti, docenti e famiglie, creando un ponte stabile tra le nostre aule e i villaggi della Repubblica Democratica del Congo, della Sierra Leone, dell’Uganda, del Ruanda e del Kenya.
Quest’anno, 36 classi hanno scelto di partecipare, sostenendo 28 bambini e scoprendo che la solidarietà non è un gesto isolato, ma un cammino che si costruisce insieme. Uno dei momenti più intensi dell’anno è stato l’incontro con Antonino Masuri, responsabile di tale progetto in Kenya da vent’anni. La sua presenza a scuola ha dato un volto concreto alle storie che gli studenti conoscevano solo attraverso foto e lettere. Le sue parole hanno raccontato la quotidianità dei bambini sostenuti, le loro difficoltà, i loro progressi, la forza delle loro famiglie. Accanto a questo, la scuola ha organizzato videoconferenze con Uganda, Congo e Kenya. Per molti studenti è stata la prima volta in cui hanno potuto vedere e parlare direttamente con il bambino che sostengono. Schermi che si accendono, sorrisi timidi, saluti in lingue diverse: piccoli momenti che hanno trasformato la distanza in un incontro reale, emozionante, indimenticabile.
A rendere ancora più vivo questo legame c’è un indirizzo e‑mail dedicato, attraverso il quale arrivano le lettere dei bambini sostenuti: ogni messaggio è una finestra aperta su un mondo lontano, un invito a conoscere, capire, rispondere. Il progetto SAD non è solo un’iniziativa solidale: è un’esperienza che educa. Gli studenti imparano a guardare oltre i confini del proprio quotidiano, a riconoscere l’altro come persona, a comprendere che la fragilità non è un limite, ma un luogo di incontro. Le storie dei bambini sostenuti, le loro parole, i loro disegni, le loro speranze diventano per i ragazzi un’occasione per riflettere su ciò che conta davvero. In questa nuova tappa del nostro percorso, il progetto ha scelto di farsi ancora più vicino alla fragilità, sostenendo quattro bambini del Kenya con disabilità.
È un gesto che non parla solo di aiuto, ma di dignità, di attenzione e di un impegno che vuole raggiungere chi, più di tutti, ha bisogno di sentirsi visto. Il progetto insegna la responsabilità, la cura, la continuità dell’impegno. E soprattutto insegna che la solidarietà non cambia solo la vita di chi la riceve, ma anche quella di chi la offre. Per la prima volta, anche un gruppo di docenti ha partecipato attivamente con le proprie classi, contribuendo alla raccolta fondi. Nel corso degli anni numerosi studenti hanno contribuito con impegno alla realizzazione di questo progetto, al quale ancora oggi gli studenti prendono parte attivamente, garantendone la continuità attraverso idee innovative, responsabilità ed entusiasmo costruttivo.
A coordinare tutto c’è la prof.ssa Giovanna Zarrillo, che da due anni segue il progetto con passione, cura e attenzione. È lei che accompagna gli studenti, che dialoga con AVSI, che trasforma un’iniziativa solidale in un percorso educativo profondo. Un ringraziamento speciale va al Dirigente Scolastico, che ha creduto nel valore del progetto e lo ha sostenuto con convinzione. E un grazie altrettanto grande va a tutti i docenti e alle famiglie, che con generosità e fiducia hanno reso possibile ogni passo di questo cammino.



