La 4B a Palazzo Ducale nella giornata contro la violenza sulle donne
Il Liceo King, rappresentato dalla classe 4B, ha partecipato all’evento che si è tenuto a Palazzo Ducale, nell’ambito delle iniziative dedicate alla “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne”, il 25 novembre 2025. La splendida Sala del Maggior Consiglio è stata teatro di numerosi interventi: istituzioni, magistrati, donne Carabinieri, oltre alle performance di alcune scuole genovesi. Ogni componente ha portato la propria esperienza, ha offerto spunti di riflessione, ha dato orientamenti legali, ha indirizzato a chi rivolgersi, ha raccontato con parole, video, danza e musica la violenza di genere.
Un tema delicato e urgente ed un momento importante di condivisione che ha prodotto una serie di riflessioni da parte dei nostri alunni.
“Questa conferenza è stata un dono, che spero sia utile a tutti, certi comportamenti non sono da accettare, anche se diventano quotidianità. A tutti i maschi, ma soprattutto a tutte le donne stesse che sminuiscono questi argomenti dico: ascoltate, informatevi, proteggetevi” (Chiara)
“La sindaca di Genova, Silvia Salis, nel suo intervento ha parlato anche della violenza di genere che subisce ai suoi post istituzionali. Ha fatto notare che, se la gente critica un politico uomo, gli dà dell’incompetente mentre per la politica donna critica il suo aspetto, il suo modo di vestire, l’accusa di essere di facili costumi ovviamente con termini scurrili, volgari e fuori luogo” (Federico)
“Ogni uomo ha la responsabilità di interrogarsi su quali idee di mascolinità ha ricevuto, quali ha accettato e quali invece ha deciso di rifiutare. La responsabilità sta nel riconoscere che cambiare il proprio modo di stare nel mondo significa contribuire a cambiare il modo in cui il mondo tratta le donne” (Luigi)
“Lei è Libera” (Flavio)
“Ogni persona può fare la differenza: non voltando lo sguardo, non minimizzando segnali preoccupanti, creando reti di solidarietà. Perché la violenza prospera nel silenzio e nell’indifferenza. Impegnarsi ogni giorno affinché ogni donna possa vivere libera, dalla paura, con dignità e rispetto” (Marcello)
“Cambiamo, adesso” (Edoardo)
“Risolvere la disparità di genere non è facile, visto che ci sono atteggiamenti anche nell’ambito della Legge che minimizzano alcune forme di violenza sulla donna, emettendo sentenze controverse perché - la vittima non ha gridato abbastanza – perché la gonna era troppo corta - perché indossava jeans troppo stretti…- Quindi appoggio pienamente iniziative come questa che hanno come obiettivo migliorare le persone e la società in cui viviamo” (Francesco)
“Questa problematica va discussa in classe per educare e prevenire” (Linda)
“La violenza sulle donne non è un fatto privato” (Matteo)
“Parlare, ascoltare, informarsi è un primo passo per cambiare. Solo così si può sperare in un domani dove ogni donna possa vivere serena e rispettata, senza paura e senza silenzi. No alla violenza partiamo dal rispetto e dai giovani” (Emanuele)
“Questa esperienza mi ha lasciato un messaggio profondo: la violenza contro le donne non è solo un problema individuale, ma una ferita collettiva. Per affrontarla serve una responsabilità condivisa, fatta di educazione, solidarietà e azioni concrete. Solo così potremo costruire una società davvero più equa e sicura per tutti” (Costanza)
“A scuola ci parlano spesso di rispetto ma serve anche una vera educazione sentimentale che ci insegni a comunicare e a gestire le emozioni senza ferire gli altri. Non basta indignarsi bisogna agire: denunciare, sostenere e mai girarsi dall’altra parte” (Paolo)
“L’amore non ferisce, non impone, non genera paura. L’amore rende liberi, aiuta a crescere, migliora chi lo vive. Amare significa prendersi cura, ascoltare, valorizzare. Non è controllo, né dominio” (Leonardo)
“I casi di femminicidio rappresentano la punta dell’iceberg. Nomi come Giulia Cecchettin, Sara di Pietrantonio, e tanti altri, sono diventati simbolo di una battaglia ancora lontana dall’essere vinta e ci ricordano l’urgenza di agire, di rafforzare le reti di protezione, di educare le nuove generazioni al rispetto e alla parità di genere” (Luna)
La classe è stata accompagnata dalla docente Giovanna Rosi.




